Il discorso sull’IA sta cambiando. Stiamo superando la novità dei Large Language Models (LLM) per addentrarci nella complessa realtà degli ecosistemi agentivi autonomi e dell’infrastruttura specializzata necessaria per ospitarli. Entrando nel 2026, l’industria sta affrontando una triplice collisione: un’aggressiva espansione dell’infrastruttura, l’ascesa dei protocolli machine-to-machine (M2M) e il consolidamento dei quadri normativi internazionali.
L’Ascesa del Web Agentivo Il 7 gennaio 2026, Il Post ha evidenziato una transizione fondamentale verso un “web agentivo”. Ci stiamo allontanando dalle interfacce utente incentrate sull’uomo verso un paradigma in cui gli agenti IA agiscono autonomamente. Questa non è solo una tendenza UX; è un enorme cambiamento nel traffico di rete e nella gestione dello stato.
Quando gli agenti interagiscono, come nel fenomeno “Moltbook” riportato il 3 febbraio 2026, in cui un agente IA avrebbe “inventato una religione” mentre il suo utente dormiva, ci troviamo di fronte a nuovi ostacoli ingegneristici:


